PROVOCATI E PROVOCANTI

Provocazione è l’atto del provocare; una delle connotazioni dell’atto del provocare è quella sessuale, inteso come atto che tende a suscitare il desiderio sessuale.

Curiosamente nel dizionario Treccani la provocazione sessuale viene definita come “atto, atteggiamento femminile (o anche eventualmente maschile) che tende ad eccitare sessualmente l’uomo e indurlo a proposte erotiche”.

Bella la concessione – anche eventualmente maschile – ma chi viene provocato, eccitato sessualmente è, per la Treccani, solo e soltanto l’uomo, assegnando alla donna il ruolo di provocante.

E sì, da Eva in poi, cioè da quando si ha notizia della prima donna, è lei la provocante, e l’uomo, meschino, il provocato. Peccato che il participio presente non sia stato ancora sostantivizzato, definendo così, una volta per tutte, la donna come l’essere provocante per antonomasia, colei che agisce la provocazione sessuale, e il maschio, sempre più meschino, il provocato, colui che subisce la provocazione sessuale.

Ma siamo proprio sicuri che le cose stiano così?

Entro che misura colui che si sente provocato contribuisce alla propria provocazione?

Gli studi sulla percezione ci hanno insegnato che in realtà noi percepiamo quello che ci aspettiamo di percepire non quello che è il reale stimolo sensoriale; la nostra mente, cioè, completa lo stimolo sensoriale, potendo arrivare a farci vedere (o sentire) anche quello che non esiste.

1598443_660903893960396_1495081500_n

Nella figura non è disegnato alcun triangolo eppure ne vediamo ben due, uno totalmente bianco senza linee di contorno sovrapposto a uno analogamente bianco ma contornato da linee nere.

 

 

illusione-cognitiva

Per non parlare delle infinite illusioni ottiche. Si tratta di un calice un po’ barocco o di due profili?

 

 

Bene, le cose funzionano così anche con la provocazione; chi si sente provocato in realtà vede provocazione dove non c’è provocazione.

Ma il punto cui volevo arrivare non è questo; l’ho presa alla lontana per arrivare a una questione di grande attualità nei media in questi giorni.

Possono i boccoli di una bambina di 5 anni essere provocanti? Eccitare cioè sessualmente l’uomo?

Può il sorriso triste di una bambina di 5 anni (perché è così il sorriso di Fortuna in quella famosa fotografia, triste, doloroso) essere provocante? Eccitare cioè sessualmente l’uomo?

Forse i riferimenti (etici, morali, culturali) li ha persi qualcun altro.