IGNORANZA IN TRIBUNALE

Ignoranza è una dea minore scacciata dall’Olimpo per decreto unanime di tutti gli dei a causa dei danni ripetuti che provocava con le sue affermazioni; in suo soccorso arrivavano sempre le sue sorelle, Arroganza e Presunzione, che cercavano di difendere le sue idee ma senza successo, e pure loro furono scacciate dall’Olimpo.

Da allora le tre sorelle si aggirano tra gli umani cercando alloggio presso l’uno o presso l’altro; di recente sembrano allignare in una peculiare categoria di umani che si autodefiniscono psicologi giuridici, particolarmente esperti nell’inventare concetti privi di logica oltre che di un minimo di basi scientifiche.

L’ultima, in ordine di tempo di tali invenzioni, è quella che i genitori che cercano di proteggere i figli dalla violenze e dagli abusi sessuali dell’altro genitore avrebbero l’Io diviso.
“L’Io diviso” (titolo originale “The Divided Self”) è un libro scritto nel 1959 da uno psichiatra, e filosofo, inglese, Ronald Laing, pubblicato in Italia da Einaudi nel 1969 con il sottotitolo “Studio di psichiatria esistenziale”.

Laing è stato l’iniziatore di quella psichiatria comunitaria che ha dato a Basaglia lo spunto per la sua psichiatria anti-istituzionale; insieme a David Cooper, psichiatra sudafricano, Laing è considerato il fondatore del movimento dell’anti-psichiatria che ha preso le mosse dalla critica del concetto di follia come un qualcosa di biologicamente dato, la ‘malattia del cervello’, giungendo a considerarla come una peculiare modalità di essere nel mondo e di strutturare la propria presenza nel mondo, così costituitasi a partire dal primo nucleo di violenza e sopraffazione nella vita dell’individuo che è la famiglia.

Il libro più importante di Cooper si chiama proprio “La morte della famiglia”; scrive Cooper: «Le strutture alienanti della famiglia vengono riprodotte dappertutto: ufficio, scuola, università, chiesa, partito, esercito, ospedale. A loro volta, queste strutture sociali proseguono l’opera intrapresa dalla famiglia, che mira a produrre la “normalità” e le basi del conformismo».

Il concetto di ‘Io diviso’ è una vera e propria citazione del testo di Laing e rimanda, necessariamente, ai concetti dell’anti-psichiatria; ecco quello che scrive nella prefazione Letizia Jervis Comba, psicologa, moglie di Giovanni Jervis, psichiatra, tra i basagliani della prima ora.

«La famiglia, ancora istituzione, specchio e tramite di rapporti di potere, mezzo di esercizio della “violenza di pochi su molti”, non è struttura neutrale … Anche la famiglia si colloca in una struttura sociale determinata, in un contesto politico non generico bensì estremamente specifico, come specifica e unidirezionale ne è la violenza».

Siamo nell’ambito di una critica squisitamente marxiana della famiglia come struttura del patriarcato, e del patriarcato come stampella del capitalismo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso, quindi, nel leggere quella citazione; vuoi vedere, mi sono detto, che gli psicologi giuridici stanno mettendo giudizio?

Ma la lettura dell’articolo mi ha deluso. Già dalla prima riga, si comprende che il fraintendimento è totale.

«Nelle dinamiche di Alienazione Parentale, alcuni genitori dominanti presentano un io diviso, dovuto ad una scissione interna buono/cattivo».

Mon dieu! Almeno il principio di non contraddizione: chi è dominante non può avere un Io diviso.

Le tre sorelle, Ignoranza, Arroganza e Presunzione hanno colpito ancora.

Tutti questi contorcimenti mentali degli psicologi giuridici per non prendere atto della realtà: il rifiuto del minore verso la relazione con un genitore è causata dalla violenza o dagli abusi sessuali di quel genitore sul bambino; finché la famiglia era unita il bambino era costretto a subire violenze e abusi, quando finalmente i genitori si separano il bambino sceglie il genitore protettivo. È così difficile da comprendere?

Se il genitore rifiutato non è stato capace, in corso di convivenza matrimoniale, di stabilire con i suoi figli un legame di attaccamento sicuro, è colpa dell’altro genitore? O è colpa di lui stesso, dell’omuncolo che è e che è sempre stato?

Insomma, questi omuncoli capaci solo di riaffermare il loro potere su moglie e figli con la violenza e con gli abusi quando si decideranno a crescere e diventare uomini?

E la psicologia giuridica fino a quando continuerà a essere l’ancella del patriarcato?

PS – Non ho messo, intenzionalmente, il link all’articolo citato, non mi è parso il caso. Chi voglia proprio leggerlo sa come cercarlo.

One thought on “IGNORANZA IN TRIBUNALE

  1. Un commento da persona che per la sua sicurezza preferisce restare anonima.
    «Ecco, io questi persecutori ignobili che devastano e tormentano per anni donne e bambini sotto ogni punto di vista, economico, psicologico, giudiziario e fisico, per anni, infliggendo traumi e seminando panico, avvalendosi del braccio armato della legge.. ecco io questi non ce la faccio a chiamarli omuncoli che non vogliono crescere. Sono certamente dei vigliacchi, ha ragione. Ma qui i malati sono loro, almeno nel gioco malato di sopraffazione, così come malato è il “Sistema” che li istiga a proseguire e li tutela, continuando a non riconoscere e non distinguere chi è la vittima è chi è il carnefice. Chi sia da tutelare e chi sia da punire. Nella confusione e continua inversione dei ruoli e delle parti, la verità è ormai molto lontana..»

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