ABUSI SESSUALI E TRIBUNALI

Lo screenshot sopra è una summa dello psicologico-giuridico-pensiero.
Ho rimosso i nomi perché si tratta di gente molto sucettibile e, da quel versante, ho già ricevuto numerose diffide e preavvisi di querele, oltre a esposti all’Ordine dei Medici. Naturalmente, a proposito di false accuse, il tutto si è rivelato solo fumo senza arrosto; ma infastidiscono, come le zecche.
Conta il peccato, quindi, non il peccatore.
Ritornando allo screenshot, si tratta di un dialogo ripreso da un profilo Facebook, nel quale uno psicologo giuridico, uno dei più noti, esterna la sua convinzione/teorema circa gli abusi sessuali.

Sono veri abusi sessuali solo quelli che non arrivano in tribunale“; ne discende, necessario corollario, che gli abusi sessuali che arrivano in tribunale, che vengono cioè denunciati, non sono veri abusi sessuali.
Come dire, gli omicidi veri esistono, eccome, sono quelli che non arrivano in tribunale.
E, seguendo la medesima logica, le rapine, i furti, le estorsioni, lo spaccio di droga, ecc, esistono ma sono veri solo quelli che non arrivano in tribunale.
Scotomizza, il tizio dello screenshot, che tribunali, giudici e processi esistono proprio per vagliare se quanto denunciato sia vero o sia falso; e che senza la pronuncia di un tribunale non si può affermare che quanto denunciato sia falso.
Ma tant’è, secondo la logica psicologico-giuridica tutto ciò che arriva in tribunale è falso; perché gli unici, autentici giudici sono proprio loro, gli psicologi giuridici; sono più giudici dei giudici, forse ultragiudici, alla Nietzsche.

Sento già arrivare l’obiezione: ma noi non affermiamo questo, diciamo che sono falsi solo gli abusi sessuali che arrivano in tribunale; si tratta quindi di una logica a validità limitata, vale solo per gli abusi sessuali. Ma perché questa predilezione per gli abusi sessuali? L’ho detto e scritto più volte: perché la psicologia giuridica è stata fondata da avvocati esperti nella difesa di soggetti accusati di presunti abusi sessuali; compito del difensore è difendere il suo cliente e quindi se trova un concetto utile alla difesa, ovviamente lo utilizza.
Ma da dove viene questa logica singolare?

«Per distinguere … le denunce vere da quelle false è sufficiente … verificare come si è comportata la madre. Se si è subito rivolta all’autorità giudiziaria o ai servizi sociali significa che gli abusi sono falsi».
Questa citazione, riportata nel libro “Rompere il silenzio”, di G.A. Coffari, ed. Laurana), è di un medico statunitense, quel Richard Alan Gardner inventore di malattie inesistenti. Ne ho già parlato qui.

Si tratta di quel Gardner, inventore della sindrome di alienazione genitoriale (PAS), dal quale gli psicologi giuridici dicono di aver preso le distanze, di non considerare più loro maestro, tanto che adesso parlano di alienazione parentale non più di PAS (anche Gardner di fronte alle critiche alla PAS iniziò a parlare di parental alienation); ma, come ho già scritto, se non è zuppa è panbagnato.
Purtroppo di PAS ne sono talmente impregnati da non rendersi nemmeno conto della illogicità di quello che sostengono.